lunedì 21 maggio 2012

Il santo civile

[...] Per consegnarsi a Dio era proprio necessario eliminare la donna, la famiglia?
Ed io, pur essendo stato allevato come un ateo, potevo aspirare alla santità?
Ogni religione ha i suoi santi. Frater Maurus non avrebbe tardato a diventare un santo, ma c'erano anche i santi mussulmani, i santi ebrei detti "giusti", i santi buddhisti illuminati e così via. Le religioni si erano appropriate della santità. Essere santo significava rispettare i dogmi. Che cosa restava a noi che non avevamo nessuna bandiera teologica? A noi che per la nosra natura animalesca desideravamo unirci a una femmina? Impossibile credere che Dio avesse creato la donna cattiva soltanto per tentare gli uomini buoni. Se loro erano sacre quanto noi, anche la copula era sacra e se tale atto conduceva all'orgasmo, esso doveva essere accettato e goduto come un dono divino. Pensai che potevo diventare un santo civile: la santità non doveva necessariamente essere legata alla castità o alla rinuncia del piacere sessuale, base della famiglia.
Un santo civile poteva benissimo evitare di entrare in un tempio e non aveva nemmeno bisogno di venerare un dio con un nome e un immagine predefiniti.
Quest'uomo, con una coscienza non soltanto sociale, non soltanto planetaria, ma anche cosmica, essendo stato capace di andare al di là degli interessi esclusivamente personali, avrebbe saputo agire a vantaggio del mondo. Sentendosi unito all'universo, i dolori degli altri erano i suoi dolori, ma le gioie degli altri erano anche le sue gioie. Sapeva compatire ed aiutare il bisognoso, così come plaudire all'uomo di successo, sempre che questi non fosse uno sfruttatore. Il santo civile sentiva di possedere il pianeta: l'aria, le terre, gli animali, l'acqua, le energie di base erano suoi e si comportava come se fosse il padrone, badando sempre a non danneggiare le sue proprietà. Il santo civile era capace di generosi atti anonimi. Amando l'umanità aveva imparato ad amare se stesso. sapeva che il futuro della razza umana dipendeva da coppie in grado di raggiungere una relazione equilibrata. Il santo civile combatteva perchè venissero trattati bene non soltanto i bambini ma anche i feti: questi ultimi andavano protetti dalla coppia nevrotica che li aveva generati modificando la velenosa industria del parto.
E combatteva anche per liberare la medicina dalle grandi industrie che fabbricavano droghe più dannose delle malattie. Giungere alla bontà del santo civile- estraneo a ogni setta, dolcemente impersonale, capace di stare accanto a una moribondadi cui non conosce il nome con la stessa devozione che riserverebbe a sua figlia, a una sorella, a una madre- mi pareva impossibile. Ma ispirandomi ad alcune favole iniziatiche in cui gli eroi sono scimmie o pappagalli o cani, tutti animali che hanno il dono dell'imitazione, decisi di adottare la loro tecnica. Di copia in copia, un giorno sarei pervenuto all'azione autentica. [...]

Tratto da La Danza della realtà, di Alejandro Jodorowsky

martedì 8 maggio 2012

Proteggi la mia Terra

Partecipa alla Giornata Internazionale della Terra!

L' Associazione ALF, la Cooperativa sociale Poldo, l'Associazione Musicateneo, l'Associazione Musicateneo, l'Associazione Avalon, il giornale online Isola Illyon, il gruppo Emera e Gaia Day hanno lavorato insieme per la creazione di PROTEGGI LA MIA TERRA.

PROTEGGI LA MIA TERRA è un evento culturale volto alla sensibilizzazione del rispetto per la natura e dello sviluppo ecosostenibile.

*INFORMAZIONE*
Ti invitiamo a visitare gli stand di Legambiente, Greenpeace, Commercio Equo e Solidale,Senzatomica in piazza del Rettorato!

  *MUSICA*
Alla "nostra" festa della Terra ci saranno performance musicali di:

Illogic trio

DJ Itababa

Makinef

Frencio e Masi ft Mauss

Dj Arnold- Do yourself a favour

Coro Pop Musicateneo

*FLASH MOB*
coordinato da Senzatomica

PARTECIPATE NUMEROSISSIMI!!!!

domenica 26 febbraio 2012

Pistis Sophia

In questi giorni mi insegue più forte il pensiero di Sophia, alata creatura, così figurata nella religione ortodossa, che è la protagonista principale della cosmogonia gnostica.
Causa della caduta e della nascita di questo mondo sciagurato, ella, disperata, vi rimane imprigionata finchè il suo fratello sposo, Cristo, non scende sulla terra e la riporta con sè nei mondi più alti durante il processo di Resurrezione.
Nella Gnosi, a partire dall'Uno, tutte le divinità procedono per coppie, definite Sizigie: esse sono antitetiche e complementari.
Cocreatrice dell'uno era la divinità che nell'Antico Testamento volò per prima sulle acque e venne chiamata Spirito Santo.
Da questa coppia primigenia discesero tutte le successive coppie di divinità, dette Eoni, in cui l'elemento femminile e quello maschile possedevano pari poteri e pari dignità. Ultima venne Sophia, che vedendosi lontano dall'Uno, che amava intensamente, in un atto di passione generò il mondo e il demiurgo malvagio che lo domina, salvo poi impegnarsi per la salvezza di questa materia oscura.
Sophia ha gli attributi magici di Iside che prima ancora li aveva presi dalla dea Maat e, dopo di lei, sembra che la Maddalena li abbia ricevuti in tema di sapienza e sacerdozio femminile, mente Maria ha assunto la funzione di redentrice e mediatrice fra l'umanità e Dio.
Ma perchè questo mondo dovrebbe essere malvagio?
E perchè Sophia è una dea esiliata e poi redenta?
Non accade forse perchè all'inizio dei tempi c'era davvero una dea madre venerata dalle prime genti che venne poi diseredata quando i popoli che veneravano il dio padre portarono il loro dominio e i loro costumi?
Non fu così che il mondo che la Dea creava dal proprio ventre finì con l'assumere carattere di negatività divenendo impuro?
Insomma, in qualsiasi modo ciò si mostri, esiste sempre una tredicesima fata oscura che è stata rinnegata, una Madonna dal volto nero considerata meno bella delle altre.
E una Sophia, caduta e redenta, che però ha di buono che, come Iside, essa incarna finalmente un Femminino legato alla sapienza e alla conoscenza, e non solamente alla maternità e alla creazione, un Femminino che è viatico per la Spiritualità, che è faro per i cercatori di conoscenza.




lunedì 20 febbraio 2012

Ermetismo ed alchimia

Nell'ultimo post abbiamo affrontato la questione della Magia naturalis e di uno dei suoi propugnatori, che fu il frate domenicano Giordano Bruno.
E' forse tempo di spiegare che la Magia rinascimentale è una magia alchemica che trae le sue posizioni filosofiche dal Neoplatonismo e dalla figura mitica di Ermete Trismegisto.
Nell'Antico Egitto veniva adorato un dio dalla testa di ibis, un uccello che un tempo abbondava sulle sponde del Nilo: il nome di questa divinità era Thot, ma, per progressive sovrapposizioni, essa finì per amalgamarsi a quella dell'Hermes greco, di cui condivideva alcuni attributi.
Successivamente si pervenne a una figura con minori caratteri di deità: Ermete Trismegisto, che assunse una collocazione storica, benchè con caratteri mitici, divenendo un personaggio della leggenda, chiamato tre volte grande in quanto considerato il più grande filosofo, il più grande sacerdote, il più grande re. Così a detta del Magus rinascimentale Marsilio Ficino.
Ermete diventa dunque un mitico benefattore degli albori della razza che porta conoscenza e sapienza ad un'umanità ancora bambina.
Così come Mosè fu considerato il capostipite della tradizione esoterica ebraica, ugualmente Ermete lo diviene di quella egizia, con un discreto numero di discepoli.
Fu così che, nel corso dei secoli, il dio Hermes si è trasformato nel maestro Hermete, fondatore dell'Ermetismo, che ha come suo principio costitutivo l'arte esoterica della trasformazione e del cambiamento.
Alla base di quest'arte troviamo l'Alchimia, che si pone come obiettivo non solo quello di trasmutare alcuni metalli in altri (il famoso piombo in oro), ma anche quello di convertire le sostanze più grosse in quelle più sottili.
Recita la Tavola Smeraldina, il documento alla base dell'ermetismo, attribuito direttamente ad Ermete Trismegisto: "Separerai il sottile dallo spesso, delicatamente, con grande ingegno."

Tuttavia lo scopo segreto dell'alchimia era quello di portare l'uomo al ricongiungimento con la coscienza divina. E' forse molto diverso dal tramutare il piombo in oro? In effetti no.
Cosa aveva mai di tanto importante l'oro per convogliare su di sè tutta la sua attenzione, a tal punto che gli occulti segreti della sua preparazione dovessero essere nascosti nelle immagini delle grandi cattedrali francesi?
Pressocchè nulla.
Esso si fa simbolo insieme ad altri metalli per indicare energie nascoste all'interno della nostra psiche.
Ed è con quelle che si cimenta il vero Alchimista.
Bisogna avere oro per creare oro, occorre cioè che il materiale grezzo della propria esistenza (il piombo) sia filtrato da quel minimo di consapevolezza con cui veniamo al mondo (oro) per produrre maggiore consapevolezza.
Il mercurio è ad esempio simbolo del modo in cui la nostra mente media con il mondo, assorbendone le forme, al fine di conoscerlo: non era Hermes il messaggero degli dei?
Tre sono gli stadi conosciuti di questo processo alchemico:
  • nigredo, o fase al nero, associata a Venere e al desiderio, che si manifesta in un duplice aspetto: benefico e dispensatore di vita, oppure malefico e dispensatore di morte e distruzione. Ecco forse dunque svelarsi il simbolismo delle Madonne nere, talvolta identificate con Iside.
  • albedo, o fase al bianco: la purificazione dal desiderio, che rimanda o all'ascetismo, il cui signore è Marte, simbolo di lotta e disciplina, e l'elemento a lui collegato, il ferro; oppure la possibilità di abbracciare il desiderio stesso, trasformandolo (che rimanda al tantrismo). Se l'obiettivo è raggiunto, l'Io viene chiamato Oro bianco o Zolfo bianco, materia che rende bianco il rame, metallo di Venere.
  • rubedo, o fase al rosso: associata al calore, è il ritorno alla terra con la coscienza purificata che restituisce la vita all'incorporeità. L'Io, oramai distaccatosi dalle scorie dell'esperienza, deve ritornare per darle luce e calore. 

Vi sono molti stadi e sottostadi che qui sono stati tralasciati per brevità di trattazione ma anche perchè spesso i testi alchemici sono criptici al riguardo.
L'approccio all'alchimia sembra passare per la via della "trasfigurazione": il corpo stesso viene preso come materia al nero e sottoposto a un processo di trasformazione tramite l'attenzione cosciente. Tecniche di percezione cosciente del corpo vengono insegnate in diverse scuole esoteriche, non ultima quella di Gurdjieff.
Lo stesso Jung lavorò molto sul concetto alchemico di trasformazione nella sua teoria sull'individuazione, usando però canali che avevano a che fare con la psiche, come i simboli, i sogni, le immagini e i miti. 

Ermete Trismegisto appare tre volte nella storia: nell'Egitto predinastico, ma questo momento è avvolto nelle spire del mistero; nella tarda antichità, quando il Pantheon pagano è ormai insoddisfacente e all'orizzonte si profila una nuova confessione, il cristianesimo; infine nel Rinascimento, quando è lo stesso cristianesimo a essere ormai fiacco e corrotto. E' qui che il Corpus Hermeticum viene ritrovato fra le rovine di Bisanzio nel 1460 e fa da apripista alla modernità.
Assistiamo oggi al rompersi della modernità con la nascita di nuovi scenari religiosi, che vanno dal guardare indietro del neopaganesimo contemporaneo alle forme di commistione fra antiche scienze e la psicologia contemporanea.
Può un antico dio dalla testa di uccello ricordarci ancora lo scopo fondamentale dell'essere umano: quello di tramutare il "piombo" dell'esperienza sensibile nell' "oro" della vera consapevolezza?

lunedì 13 febbraio 2012

Magia Naturalis

Riallacciandomi all'ultimo articolo in cui, in qualche modo, accennavo al tema della Magia e al modo spontaneo in cui essa si diffonde fra le nuove generazioni, affascinando con simboli e riti, non posso non fare riferimento a come invece essa veniva concepita ad esempio da un grande pensatore e filosofo del passato: Giordano Bruno.
Se gli aveste chiesto di insegnarvi qualcosa sull'argomento, vi avrebbe spiegato, tanto per cominciare, che lui usava chiamarla Magia naturalis e che, sempre per come lui la vedeva, essa abbondava nei bambini.
Come dargli torto?
Conosco piccoli uomini in grado di scivolare in trance naturali e spontanee, di ricordare episodi della loro vita passata con estrema naturalezza, di parlare contemporaneamente piu' lingue: questo perchè in verità i bambini e gli anziani sono quelli più vicini ai luoghi della vita in cui le dimensioni si assottigliano e il velo di Maia si fa più sottile fino quasi a strapparsi.
Poi i nostri cuccioli inesorabilmente crescono e si conformano al Primo e al Secondo Mondo (la famiglia, la società) per un processo necessario e inevitabile che assicura la sopravvivenza prima, l'integrazione poi.
Ma la Magia Naturalis persiste nella Natura, nell'Energia che permea tutte le cose, in quell'Intelligenza immanente e suprema che per Giordano era Dio.
Chi è dunque il Mago?
Il Mago è colui che persegue l'evoluzione della sua Anima secondo gli schemi divini, sottoponendosi ad un allenamento costante delle sue facoltà fino ad arrivare ad essere ciò che un uomo può davvero diventare: un individuo con capacità illimitate che riaccende in sè la Luce dell'intelligenza suprema.

Giordano Bruno era famoso per il suo metodo mnemonico tramite il quale insegnava ai suoi studenti ad ampliare a dismisura le loro capacità di ricordare.
A tal proposito aveva realizzato anche un mazzo di carte che aveva lo scopo di raccogliere archetipi, simboli figure primordiali, che andavano memorizzate nei minimi particolari per essere così interiorizzate dall'inconscio, in modo da rilasciare gradualmente le loro potenzialità.
Era un'Alchimia trasformativa che lavorava sul piombo del'uomo per farne oro.

Giordano Bruno era un uomo di costumi non proprio morigerati, ma anche di grandi ideali filantropici: la libertà di culto, la pace tra popoli di costumi diversi, il libero pensiero.
E nonostante fosse conosciuto per il suo esagerare con il vino e per il suo amore per le belle donne, fu l'essere integerrimo che compì il sacrificio finale sul rogo quando capì che, abiurando e tenendo in luogo pubblico, così come gli era stato offerto, un discorso di confutazione di tutte le sue teorie, avrebbe mandato un segnale discordante a tutti i giovani ( e in Europa erano tanti)  che leggevano i suoi libri.
Da dove viene allora tanta integrità morale, quella vera, che permette a un uomo di divenire la trasfigurazione di se stesso?
Per Giordano Bruno proveniva dalla Magia Naturalis, da quella Alchimia che non era processo di trasformazione dei metalli ma dell'uomo, che era processo di avvicinamento alla Divinità.